Le verità di Berlusconi
In Italia non vince chi ha ragione o ha buoni propositi,
vince chi è più furbo e ha tanti modi per farsi propaganda.
Viviamo in un Italia dove i cittadini abboccano all’esca come i pesci all’amo.
Il cervello degli italiani e come quello dei cefali, basta un pò di pane per catturarli e mangiarli.
Italia popolo di televisionari e grandifratellari, l’Italia si merita la monarchia televisiva,
gli italiani nella storia sono stati sempre dominati da qualcuno che li ha schiavizzati.
Garibaldi ha liberato l’Italia ma gli italiani sono rimasti schiavi nel dna.
Italiani aprite bene occhi e orecchie e non permettete la sottomissione ai potenti del paese.
Prossime votazioni: un grande avvenimento di “democraziaâ€!?
Finalmente conterà anche il mio piccolo voto. Ma gira su Tv, sfoglia i giornali, i volti dei candidati sono sempre gli stessi. Democrazia pensavo fosse anche rinnovo, invece le porte della politica si aprono sempre agli stessi. Che differenza allora tra il “Ventennio†e questa italica democrazia? Qui da noi le votazioni sono una furbata!
Comunque non andare a votare non è la soluzione. Cercherò tra coloro che più hanno fatto e dato ai propri cittadini. Se non hanno potuto perché all’opposizione, ma sono stati sempre attivi e coerenti ad un ideale inteso ad aiutare la propria gente, avranno il mio voto.
Analizzerò gli anni trascorsi, non gli ultimi giorni. Il mio riferimento sarà per chi ha lottato col cuore per l’intero mandato trascorso, seguendo un percorso coerente e legato ai problemi della sua gente e del suo territorio.
Starò bene attento ai furbetti e furbette che si sono presentati solo in questi ultimi mesi, con bei discorsi, belle cravatte, bei sorrisi. Questi io li cancellerò.
Ormai in generale fare politica è diventato, per troppi signori, una attività da pubblico impiego, scandalosamente privilegiata, che purtroppo non molleranno mai.
Indennità parlamentare
corrisposta per 12 mesi 5.486,58 € al mese
+
Diaria di soggiorno 4.003,11 € al mese*
(*Da questa diaria vengono detratti € 206,58 per ogni seduta nella quale il deputato non abbia partecipato almeno al 30% delle votazioni che in essa sono effettuate)
Ad ogni deputato vengono inoltre corrisposti:
mensilmente un rimborso forfetario di € 4.190 per le spese sostenute al fine di mantenere il rapporto con gli elettori
trimestralmente (per i trasferimenti dal luogo di residenza all’aeroporto più vicino e tra l’aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio) un rimborso spese pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l’aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km.
I deputati, qualora si rechino all’estero per ragioni di studio o connesse all’attività parlamentare, possono richiedere un rimborso per le spese sostenute entro un limite massimo annuo di 3.100,00 euro.
annualmente un rimborso di € 3.098,74 per spese telefoniche
I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale.
facciamo due conti sui costi della politica ed i possibili risparmi:
in italia ci sono 950 parlamentari, che ad una media di 14.500 euro al mese, costano complessivamente 13.775.000 € al mese, ovvero circa 165 milioni di € l’anno
facciamo un paragone CON STATI DI DIMENSIONE PARAGONABILE ALL’ITALIA:
in francia ci sono 898 parlamentari
in germania ci sono 670 parlamentari
in spagna ci sono 600 parlamentari
nel regno unito ci sono 659 parlamentari
a conti fatti:
SENZA DIMINUIRE LA RETRIBUZIONE ai parlamentari, ma semplicemente riducendo il numero di essi, portandolo a 600 (ad esempio, 400 deputati + 200 senatori) si rispermierebbero circa 60 milioni di euro ogni anno
“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL).
Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.
Può dirci tutto sull’Italia, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere italiani”.
Robert Kennedy 18/03/1968
I dirigenti della RAI Antonio Marano e Agostino Saccà hanno ricevuto dal Sostituto Procuratore Regionale della Corte dei Conti Angelo Canale un “invito a dedurre†sul mancato impiego, nel periodo dal 2002 al 2005 dei giornalisti Michele Santoro e Sandro Ruotolo.
Questa vicenda, per la quale la RAI è stata già condannata dal Tribunale del Lavoro a risarcire ai due giornalisti il danno professionale, è stata presa in esame dalla Procura della Corte dei Conti in seguito ad un esposto dell’avv. Domenico d’Amati, legale dei due giornalisti, come ipotesi di personale responsabilità dei due dirigenti RAI per danno erariale.
Marano e Saccà avranno 30 giorni di tempo per esporre le loro giustificazioni.
Se le loro difese non saranno ritenute soddisfacenti, la Procura della Corte dei Conti potrà citarli in giudizio al fine di ottenere la loro condanna al risarcimento del danno erariale.
La Procura della Corte dei Conti sta esaminando anche altre vicende di dipendenti della RAI, tra cui quella del giornalista Oliviero Beha, che recentemente ha ottenuto dal Tribunale di Roma la condanna dell’azienda a reintegrarlo nelle mansioni.